Yury Pukhov, YuSMP Group
Yury Pukhov CEO & Mobile Engineering Lead, YuSMP Group · Segue gli incidenti che colpiscono sistemi connessi, reti industriali e software in produzione
Corsia di banchi frigo di un supermercato di notte, con un tecnico che controlla un quadro elettrico di comando con spie arancioni accese

La risposta breve

Nella notte tra il 1° e il 2 novembre 2026 attacchi informatici hanno alterato da remoto temperature e cicli di sbrinamento dei sistemi di refrigerazione di punti vendita e aziende alimentari in Sicilia, Toscana ed Emilia-Romagna. Il 3 novembre l’ACN ha pubblicato la versione 1.1 del bollettino «Misure urgenti di verifica e mitigazione per operatori della distribuzione alimentare e della filiera del freddo», uscito la prima volta il 13 ottobre.

Il punto debole non è il frigorifero ma il controller che lo governa: centraline, pannelli HMI e router di teleassistenza raggiungibili da Internet, con software non aggiornato e credenziali deboli. Per chi gestisce impianti di questo tipo la priorità è un audit di sicurezza dei sistemi esposti, prima ancora di comprare nuovi strumenti.

Che cosa è successo nei supermercati italiani?

Gli attacchi sono partiti nelle prime ore di lunedì 2 novembre. Secondo la ricostruzione del Post, oltre venti supermercati in Sicilia hanno registrato anomalie: tre punti vendita Coop a Catania e uno a Palermo, dove sono stati avviati sbrinamenti non programmati dei congelatori, e tre negozi Decò tra Palermo e Trapani. Sono stati colpiti anche un’azienda di mense in Toscana e un produttore di surgelati in Emilia-Romagna. I danni immediati sono la merce da buttare, per migliaia di euro a punto vendita.

L’ACN, citata da Teleborsa, inquadra i casi nel proprio perimetro: l’azienda toscana ha inviato una notifica di incidente ai sensi della normativa NIS, quella emiliana ha rilevato l’attacco ma non l’aveva ancora notificato. L’Agenzia sottolinea che si tratta di poche unità commerciali rispetto alle migliaia che operano nel Paese e che non sono emersi rischi per la salute: ogni segnalazione viene comunque girata al NAS.

Lo schema è lo stesso visto in Francia a metà ottobre e, tra il 1° e il 2 novembre, in altri sette Paesi europei. Sull’attribuzione la prudenza è d’obbligo: si parla di attacchi ibridi, ma per ora non ci sono certezze su chi ci sia dietro.

Come fanno gli attaccanti a cambiare la temperatura?

Un banco frigo moderno è un dispositivo in rete. La temperatura, gli orari di sbrinamento e le soglie di allarme sono impostati su un controller, spesso collegato a un sistema di supervisione centrale e a un router cellulare che il manutentore usa per la teleassistenza. Se questa interfaccia è raggiungibile da Internet con una password di fabbrica o con un firmware vecchio di anni, chiunque la trovi può cambiare i parametri come farebbe il tecnico.

È esattamente il quadro descritto nelle fonti: dispositivi esposti direttamente in rete, meccanismi di autenticazione carenti, versioni software non aggiornate. Non serve un malware sofisticato. Per questo il caso riguarda chiunque abbia impianti, macchinari o sensori collegati: celle frigorifere della logistica, cucine industriali, magazzini farmaceutici, linee di produzione. Chi progetta questi sistemi può ridurre il rischio già a livello di firmware e dispositivi embedded, con autenticazione robusta e aggiornamenti firmati.

Quali sono le sei verifiche chieste dall’ACN?

Il bollettino è rivolto a supermercati, logistica alimentare, impianti frigoriferi e manutentori. Le sei aree, con il risultato atteso per ciascuna:

AreaCosa fareRisultato atteso
1. InventarioIndividuare controller, pannelli HMI, piattaforme Scada, gateway, console e sistemi di teleassistenza, compresi i router cellulariElenco con modello, versione, responsabile ed esposizione a Internet
2. Isolamento di reteTogliere l’accesso pubblico alle funzioni di amministrazione; separare reti OT, IT e ospiti con filtri attiviRegole firewall verificate, solo flussi autorizzati
3. Accesso remotoVPN o accesso controllato con autenticazione a più fattori e permessi ridottiElenco fornitori, finestre di accesso e log delle sessioni
4. CredenzialiEliminare account inutilizzati, cambiare password di fabbrica o compromesse, revocare sessioni e token sospettiAccount nominativi con privilegi minimi
5. Integrità della configurazioneConfrontare temperature, sbrinamenti, orari, soglie di allarme e destinatari delle notifiche con i valori approvatiLetture termiche reali, allarmi funzionanti, log accessibili
6. AggiornamentiVerificare firmware e stato di supporto, applicare le patch compatibili, pianificare la sostituzione dei dispositivi fuori supportoPiano per i sistemi a fine vita con responsabili e scadenze

Due dettagli del bollettino meritano attenzione. Separare le reti con le VLAN non basta: le regole devono negare in modo esplicito le comunicazioni non autorizzate tra postazioni, controller e console Scada. E la verifica va fatta anche all’indietro: dove disponibili, l’ACN chiede di esaminare i log degli ultimi 90 giorni alla ricerca di accessi da origini insolite, account nuovi, privilegi aumentati, allarmi disattivati e modifiche di configurazione non pianificate.

Cosa cambia per le imprese italiane, oltre la GDO?

Il bollettino nasce per la filiera del freddo, ma le sei verifiche sono una buona checklist per qualunque azienda con tecnologia operativa collegata in rete. Nei progetti che seguiamo il punto critico ricorrente è l’accesso del fornitore: il router di teleassistenza installato anni fa, con una password condivisa tra più tecnici e nessun registro di chi si collega e quando. È lì che conviene partire, perché è anche la verifica più rapida.

C’è poi un tema di responsabilità. Le aziende nel perimetro NIS hanno obblighi di notifica degli incidenti verso l’ACN, come mostra il caso toscano. Per la tecnologia del retail e per la logistica il messaggio è che l’impianto frigorifero va trattato come un sistema informatico, con inventario, aggiornamenti e controllo degli accessi, non come un elettrodomestico da affidare solo al manutentore.

Domande frequenti

Quali regioni italiane sono state colpite dagli attacchi ai frigoriferi?

Le anomalie sono state segnalate tra il 1° e il 2 novembre 2026 in Sicilia, dove sono stati coinvolti supermercati tra Catania, Palermo e Trapani, in Toscana, con un’azienda di ristorazione collettiva, e in Emilia-Romagna, con un produttore di surgelati.

Che cosa chiede il bollettino dell’ACN?

Il bollettino «Misure urgenti di verifica e mitigazione per operatori della distribuzione alimentare e della filiera del freddo», pubblicato il 13 ottobre e aggiornato alla versione 1.1 il 3 novembre 2026, chiede sei verifiche: inventario dei sistemi, isolamento delle reti, accesso remoto con VPN e MFA, gestione delle credenziali, controllo delle configurazioni e aggiornamento dei dispositivi.

Ci sono stati rischi per la salute dei consumatori?

Secondo l’ACN non sono emersi casi di rischio sanitario legati agli scongelamenti. Ogni anomalia segnalata viene comunicata ai Carabinieri del NAS.

Chi c’è dietro gli attacchi?

Non c’è ancora un’attribuzione certa. Gli episodi vengono descritti come attacchi ibridi e l’ACN sta indagando sull’origine insieme alle altre autorità.

Fonti

Il Post — Cosa sappiamo degli attacchi informatici ad alcuni supermercati italiani, 3 novembre 2026
Teleborsa — Attacchi ai frigoriferi dei supermercati, l’Acn in allerta sull’Italia: casi in Toscana ed Emilia-Romagna, 3 novembre 2026
Cybersecurity360 — Frigoriferi sotto attacco, l’ACN chiede sei verifiche urgenti, 3 novembre 2026