Yury Pukhov, YuSMP Group
Yury Pukhov CEO & Mobile Engineering Lead, YuSMP Group · Segue i grandi spostamenti del mercato tech e cosa significano per chi costruisce e commissiona software
Grattacieli di uffici di un distretto d’affari di notte, con alcune finestre illuminate di arancione e linee di rete sovrapposte che richiamano un attacco informatico

La risposta breve

Nel primo semestre 2026 l’ACN ha registrato 612 eventi cyber contro imprese ed enti delle province di Milano, Monza e Brianza, Lodi e Pavia, con 703 vittime: +117% sugli eventi rispetto allo stesso periodo del 2025. Gli incidenti con impatto confermato sono saliti da 55 a 300, cioè +445,5%. I dati sono stati presentati il 28 ottobre 2026 da Assolombarda e dall’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale.

Per chi fa impresa nell’area più produttiva del Paese il messaggio è diretto: l’attacco riuscito non è più un caso raro, e la maggior parte dei danni passa da account compromessi e dati resi inaccessibili. Il punto di partenza è sapere quanto sono esposti applicazioni, portali e accessi remoti, con penetration test e audit di sicurezza ripetuti nel tempo, e correggere il software che non regge, invece di aggiungere solo nuovi strumenti di difesa.

Che cosa dicono i numeri dell’ACN sull’area milanese?

Dicono che il volume è raddoppiato e che la quota di attacchi andati a segno è cresciuta molto più in fretta. Nel primo semestre 2025 l’Agenzia aveva contato 282 eventi e 432 vittime nel perimetro di Assolombarda; nel 2026 gli eventi sono 612 e le vittime 703. Il salto più netto riguarda gli incidenti con impatto confermato, quelli in cui l’attacco ha provocato un danno effettivo: da 55 a 300.

Sul tipo di danno, i dati indicano due conseguenze prevalenti. La prima è la compromissione di account, cioè credenziali rubate o abusate per entrare nei sistemi aziendali. La seconda è l’indisponibilità dei dati, registrata in 207 eventi, spesso legata al ransomware: nel semestre gli attacchi di questo tipo sono stati più di 40.

Indicatore (Milano, Monza e Brianza, Lodi, Pavia)1° sem. 20251° sem. 2026Variazione
Eventi cyber282612+117%
Vittime432703+62,7%
Incidenti con impatto confermato55300+445,5%

Fonte: dati ACN presentati con Assolombarda il 28 ottobre 2026, riportati da Quotidiano Nazionale, DIRE e Italpress.

La crescita è reale o dipende dalla NIS2?

In parte dipende dalla NIS2. La direttiva europea, recepita in Italia, ha ampliato il numero di soggetti obbligati a notificare gli incidenti all’ACN e ha rafforzato gli obblighi di segnalazione. Più aziende che comunicano significa più eventi visibili all’Agenzia, e questo spiega una parte dell’aumento.

La sola visibilità però non basta a spiegare il passaggio da 55 a 300 incidenti con danni. È un indicatore difficile da gonfiare con le notifiche: misura attacchi che hanno davvero bloccato servizi, cifrato dati o aperto accessi. Il direttore generale dell’ACN Andrea Quacivi ha definito il rischio cyber un rischio d’impresa la cui gestione non si può delegare, e ha richiamato la NIS2 e il Cyber Resilience Act come i due fronti complementari: la sicurezza dell’organizzazione e quella dei prodotti.

Che cosa fanno Assolombarda e ACN insieme?

L’obiettivo dichiarato è rendere le imprese più sicure lungo tutta la filiera, dal prodotto all’organizzazione che lo usa. Assolombarda riferisce di aver già accompagnato oltre 450 aziende del territorio negli adempimenti di NIS2 e Cyber Resilience Act, e all’iniziativa partecipano anche il Politecnico di Milano e il centro di competenza Cyber 4.0.

Il presidente di Assolombarda Alvise Biffi ha sottolineato che i numeri confermano come la sicurezza informatica sia ormai essenziale per il business e per la protezione dei dati nell’era dell’intelligenza artificiale. La priorità indicata è trasformare gli obblighi normativi in uno strumento di crescita, soprattutto per le piccole e medie imprese, che hanno meno risorse interne da dedicare alla sicurezza.

Che cosa conviene fare adesso a un’impresa lombarda?

I due impatti più frequenti, account compromessi e dati resi indisponibili, indicano dove intervenire per primo.

  1. Proteggere gli accessi. Autenticazione a più fattori su email, VPN, gestionali e pannelli cloud, e revoca rapida delle credenziali di ex dipendenti e fornitori.
  2. Censire ciò che è esposto. Portali clienti, API, accessi remoti dei fornitori e vecchie applicazioni ancora online sono il punto d’ingresso più comune.
  3. Testare il software su misura. Portali B2B, integrazioni con l’ERP e app aziendali raramente passano da un test di sicurezza indipendente.
  4. Separare e salvare. Backup isolati dalla rete principale e un ripristino provato davvero riducono il potere di ricatto del ransomware; sull’infrastruttura conviene partire da una revisione di cloud e DevOps.
  5. Chiudere il debito tecnico. I componenti fuori supporto vanno sostituiti con un piano di modernizzazione del software, non lasciati in produzione.

Per chi rientra nel perimetro NIS2 questi passi coincidono con le misure di sicurezza già richieste; per chi produce software o dispositivi connessi si aggiungono gli obblighi di segnalazione delle vulnerabilità del Cyber Resilience Act. Il quadro nazionale è coerente con quello lombardo: lo ha confermato anche il Rapporto Clusit 2026, uscito negli stessi giorni. Nei progetti che seguiamo con aziende europee, il punto debole ricorrente non è l’assenza di strumenti, ma applicazioni cresciute senza requisiti di sicurezza.

Domande frequenti

Quanti attacchi cyber ha registrato l’ACN nell’area di Assolombarda nel 2026?

Nel primo semestre 2026 l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale ha registrato 612 eventi cyber nelle province di Milano, Monza e Brianza, Lodi e Pavia, con 703 vittime tra imprese ed enti. Un anno prima, nello stesso periodo, gli eventi erano 282 e le vittime 432.

Che differenza c’è tra evento e incidente con impatto confermato?

L’evento è una segnalazione o un’attività malevola rilevata; l’incidente con impatto confermato è un attacco che ha prodotto un danno reale, per esempio dati resi indisponibili o account compromessi. Nell’area milanese gli incidenti sono passati da 55 a 300 in un anno, pari a +445,5%.

Gli attacchi sono davvero raddoppiati o se ne vedono di più?

Entrambe le cose pesano. Secondo l’ACN, parte della crescita dipende dalla maggiore visibilità ottenuta con la direttiva NIS2, che ha esteso il numero di soggetti obbligati a notificare gli incidenti. Il salto degli incidenti con danni effettivi indica però che la pressione sulle imprese è reale.

Che cosa devono fare le imprese lombarde soggette a NIS2?

Notificare gli incidenti significativi all’ACN nei tempi previsti, adottare misure di sicurezza proporzionate e controllare la catena dei fornitori. Chi sviluppa o vende prodotti con componenti digitali deve inoltre prepararsi agli obblighi del Cyber Resilience Act sulle vulnerabilità.

Fonti

Quotidiano Nazionale — Attacchi cyber, boom di incidenti (+117%), 28 ottobre 2026
DIRE — Cybersicurezza, valanga di attacchi alle imprese di Milano-Brianza: +445% riusciti, 28 ottobre 2026
Italpress — Oltre 600 attacchi cyber a imprese ed enti, Assolombarda e ACN insieme per la resilienza delle aziende, ottobre 2026