La risposta breve
Il 1° ottobre 2026, alla conferenza «Valore IA» di Roma, Almaviva ha lanciato ULTRA, un framework che mette insieme i modelli linguistici Velvet, le piattaforme Giotto e AIWave, soluzioni verticali e tecnologie di partner internazionali per portare l'intelligenza artificiale nei settori regolati: PA, sanità, finanza, trasporti, acqua e industria. Il gruppo, oltre 40.000 persone e più di 65 società, punta su un'IA costruita intorno al problema da risolvere e misurata sui risultati.
Per le aziende che commissionano software il segnale è concreto: il valore si sposta dai modelli generici all'integrazione dell'IA generativa nei processi reali, con governance dei dati e conformità all'AI Act progettate fin dall'inizio, non aggiunte a valle di un software su misura.
Che cos'è ULTRA e come è fatto?
ULTRA è il nuovo framework di intelligenza artificiale del gruppo Almaviva. Come racconta Il Sole 24 Ore, riunisce sotto un unico nome tecnologie, competenze e soluzioni sviluppate negli anni dalle diverse società del gruppo: i modelli proprietari Velvet, le piattaforme Giotto e AIWave, il Welfare Language Model realizzato per INPS e le tecnologie di mercato integrate attraverso partnership internazionali.
Secondo quanto riportato da Fortune Italia, l'architettura si regge su cinque pilastri — Trust, Bridge, Transformation, Factory e Automation — e su tre dimensioni d'offerta: Made (soluzioni pronte), Bespoke (progetti su misura) e Vertical (applicazioni di settore). L'idea, spiegata dal gruppo, è un'IA fatta di modelli leggeri, gestibili e sicuri, costruiti intorno al problema da risolvere invece che adattati a posteriori.
| Elemento | Che cosa indica |
|---|---|
| Velvet | Famiglia di modelli linguistici proprietari del gruppo |
| Giotto, AIWave | Piattaforme per costruire e gestire applicazioni di IA e dati |
| Made / Bespoke / Vertical | Soluzioni pronte, progetti su misura, applicazioni di settore |
| Casi presentati | Progetti con INPS e AIFA |
L'amministratore delegato Marco Tripi ha legato il lancio a un criterio pratico: il valore dell'IA si misura dai problemi che risolve e dai risultati che rende possibili. Valeria Sandei, Global Chief AI Officer del gruppo, ha insistito sullo stesso punto: la domanda non è più se usare l'intelligenza artificiale, ma come passare dalle parole ai fatti, gestendola con obiettivi e metriche come qualunque altra tecnologia.
Perché proprio i settori regolati?
Pubblica amministrazione, sanità, finanza e trasporti sono i comparti in cui l'IA generica fa più fatica a entrare: dati sensibili, obblighi di tracciabilità, procedure di approvazione lunghe e responsabilità precise su ogni decisione. Al tavolo della conferenza sedevano non a caso INPS, INAIL, Sogei, Cineca, Gruppo FS e AgID, oltre a rappresentanti delle Regioni.
In questi contesti la differenza non la fa il modello più grande, ma quello che si può controllare: dove girano i dati, chi vede cosa, come si ricostruisce una risposta a posteriori. È la stessa logica che vediamo nei progetti di trasformazione digitale per clienti regolati: prima l'architettura dei dati e i controlli, poi la scelta dello strumento.
Che ruolo hanno l'AI Act e la sovranità dei dati?
Il sottosegretario all'Innovazione tecnologica Alessio Butti, intervenuto alla conferenza, ha richiamato la necessità di un ecosistema con ruoli e responsabilità chiari: anche gli agenti di IA, ha ricordato, devono rispettare l'AI Act europeo e prevedere meccanismi di responsabilità tracciabili. Sandei ha legato il tema alla sovranità: secondo la manager, la partita dell'IA la vincerà chi saprà gestire tecnologia sovrana con una governance reale e il pieno controllo dei dati.
Il lancio arriva in un mercato che sul tema è prudente. Proprio il 1° ottobre Il Sole 24 Ore ha riportato che il 73% dei manager italiani considera l'IA un'area prioritaria nella strategia di sovranità digitale, ma solo il 49% si dice disposto a pagare un premio per tecnologie sovrane. Tradotto: la domanda di controllo c'è, il budget va giustificato con risultati misurabili. È esattamente la leva su cui Almaviva ha costruito il messaggio di ULTRA.
Cosa cambia per chi commissiona software
ULTRA si rivolge soprattutto a grandi enti e aziende, ma il cambio di paradigma riguarda anche le PMI che stanno pianificando progetti di IA. Alcune indicazioni pratiche:
- Partite dal problema, non dal modello. Un caso d'uso circoscritto, con un responsabile e un processo chiaro, vale più di una piattaforma generica.
- Definite le metriche prima del progetto. Tempi di lavorazione, errori, costi per pratica: senza un punto di partenza misurato non si dimostra il valore.
- Decidete dove stanno i dati. Ospitare i modelli in UE, isolare i dati sensibili e controllare gli accessi sono scelte architetturali da fare subito.
- Mettete l'AI Act nel backlog. Classificazione del rischio, documentazione, supervisione umana e log devono essere requisiti del software, non un audit finale.
- Preferite componenti sostituibili. Interfacce standard tra applicazione e modello permettono di cambiare fornitore o versione senza riscrivere il sistema.
Con ULTRA uno dei maggiori gruppi IT italiani mette in vetrina un'idea che il mercato sta già premiando: un'IA meno spettacolare, più verticale e verificabile. Per chi compra software è un buon promemoria su cosa chiedere a qualunque fornitore, grande o piccolo.
Domande frequenti
Che cos'è ULTRA di Almaviva?
È il nuovo framework di intelligenza artificiale del gruppo Almaviva, presentato a Roma il 1° ottobre 2026. Riunisce in un'unica offerta i modelli Velvet, le piattaforme Giotto e AIWave, soluzioni verticali e tecnologie di partner internazionali, con l'obiettivo di portare l'IA nei settori regolati in modo misurabile e governato.
A quali settori si rivolge ULTRA?
Pubblica amministrazione, sanità, finanza, trasporti, gestione delle risorse idriche e industria: ambiti mission-critical in cui contano tracciabilità, controllo dei dati e conformità normativa.
Come è organizzato il framework?
Secondo il gruppo, ULTRA poggia su cinque pilastri (Trust, Bridge, Transformation, Factory e Automation) e su tre dimensioni di offerta (Made, Bespoke e Vertical): soluzioni pronte, progetti su misura e applicazioni di settore.
Che cosa c'entra l'AI Act?
Durante la conferenza di lancio il sottosegretario all'Innovazione tecnologica Alessio Butti ha sottolineato che anche gli agenti di IA devono rispettare l'AI Act europeo e prevedere meccanismi di responsabilità tracciabili. Per chi sviluppa software nei settori regolati, la conformità diventa un requisito di progetto.
Cosa significa per una PMI che commissiona software?
Che il mercato italiano si sta spostando dall'IA generica a quella su misura: modelli più leggeri, costruiti intorno a un problema preciso, con dati sotto controllo e risultati misurati. Conviene definire prima il caso d'uso e le metriche, poi scegliere modello e fornitore.
Fonti
Il Sole 24 Ore — Almaviva, con Ultra la sfida dell'IA su misura per imprese e PA, 2 ottobre 2026
Fortune Italia — AI, Almaviva Group lancia ULTRA, 2 ottobre 2026
Il Sole 24 Ore — Due aziende su tre dicono no alla sovranità digitale totale, 1 ottobre 2026