Yury Pukhov, YuSMP Group
Yury Pukhov CEO & Mobile Engineering Lead, YuSMP Group · Segue i grandi spostamenti del mercato tech e cosa significano per chi costruisce e commissiona software
Un imprenditore e una collega esaminano su un portatile i grafici di un gestionale in cloud, in un ufficio milanese con finestra su un palazzo storico

La risposta breve

Il 12 ottobre 2026 Giorgia Meloni ha annunciato che il governo, con il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, lavora a una misura di carattere fiscale nella legge di bilancio 2027 per agevolare gli investimenti delle imprese in software utilizzato tramite contratti cloud. Aliquota, tetti e beneficiari non sono stati comunicati.

Per un'azienda che sta valutando un gestionale, un CRM o un progetto di sviluppo software su misura in cloud, il messaggio è che lo Stato riconosce il software come investimento anche quando non si compra una licenza perpetua. Il modo in cui un progetto è contrattualizzato, tra canoni, licenze e infrastruttura cloud e DevOps, potrebbe presto pesare anche sul piano fiscale.

Che cosa ha detto Meloni ad Assolombarda?

Davanti agli industriali lombardi, la premier ha usato parole precise. «Penso sia di buon senso trovare il modo per promuovere anche gli investimenti in software utilizzati tramite i contratti cloud», ha detto, aggiungendo che con il ministro Giorgetti si sta lavorando per introdurre nella legge di bilancio «una misura di carattere fiscale per agevolare gli investimenti in questa tipologia di beni». L'annuncio è stato ripreso da ANSA e da Reuters, che lo ha collegato alla manovra attesa in settimana.

Non è un tema nato all'improvviso. Già a fine maggio, intervenendo all'assemblea di Confindustria, Meloni aveva definito corretto pensare a incentivi per software e cloud. Lo stesso 12 ottobre il presidente di Confindustria Emanuele Orsini ha rivendicato che l'iperammortamento «ha funzionato» e ha chiesto di continuare a sostenere gli investimenti. Il mondo produttivo, in altre parole, chiede di non fermare gli incentivi e di estenderli a come oggi le imprese comprano davvero la tecnologia.

AspettoChe cosa sappiamo
StrumentoMisura di carattere fiscale nella legge di bilancio 2027
OggettoInvestimenti in software utilizzato tramite contratti cloud
PromotoriPresidenza del Consiglio e ministero dell'Economia
Aliquota e tettiNon comunicati
BeneficiariNon comunicati
TempiDipendono dall'approvazione della manovra entro fine anno

Perché il software in cloud restava fuori?

Gli incentivi agli investimenti sono costruiti attorno a beni che l'impresa acquista e ammortizza nel tempo: un macchinario, un impianto, una licenza software comprata una volta. Il software usato in abbonamento funziona diversamente. Si paga con un canone mensile o annuale, che in bilancio è un costo di esercizio e non un bene da iscrivere tra le immobilizzazioni. Per gli strumenti tradizionali, quindi, quel canone è difficile da agevolare.

Il problema è che oggi una larga parte del software aziendale si compra proprio così. Gestionali, contabilità, CRM, piattaforme di e-commerce e strumenti di intelligenza artificiale arrivano sempre più spesso come servizio. Per una PMI la differenza è concreta: chi compra un server e una licenza può contare su un'agevolazione, chi sceglie un servizio in cloud, spesso più economico da avviare, no. L'annuncio di Meloni punta a chiudere questa asimmetria, anche se resta da vedere con quale meccanismo.

Che cosa non sappiamo ancora?

Quasi tutto ciò che serve per fare i conti. Non sono stati indicati l'aliquota, la forma dell'agevolazione (credito d'imposta, maggiorazione della deduzione o altro), i tetti di spesa, la dotazione complessiva né le imprese ammesse. Non è chiaro nemmeno quali contratti cloud rientreranno: solo il software applicativo o anche l'infrastruttura, solo i nuovi abbonamenti o anche quelli in corso.

C'è poi il percorso parlamentare. Una dichiarazione all'assemblea di un'associazione non è una norma, e nel passaggio alle Camere le misure possono cambiare forma o perimetro. Chi deve decidere un investimento farebbe bene a trattare l'incentivo come un'ipotesi, finché non c'è un testo.

Come prepararsi adesso

Senza conoscere le regole, alcune scelte sono comunque utili e non costano nulla:

  1. Non congelate i progetti già decisi. Rimandare un'informatizzazione necessaria per un incentivo dai contorni ignoti rischia di costare più del beneficio.
  2. Separate le voci nei contratti. Tenete distinti canoni di software in cloud, licenze, infrastruttura e servizi di sviluppo. Qualunque sia il meccanismo, servirà dimostrare che cosa avete pagato.
  3. Chiedete fatture descrittive. Diciture generiche come «servizi informatici» rendono difficile qualsiasi verifica successiva.
  4. Mappate gli abbonamenti attivi. Sapere quanti e quali servizi cloud usate aiuterà a valutare rapidamente l'impatto quando la norma sarà pubblicata.
  5. Coinvolgete presto il commercialista. Il suo parere sull'inquadramento di canoni e progetti sarà decisivo appena le regole saranno note.

Nei progetti che seguiamo per clienti europei vediamo spesso contratti in cui sviluppo, licenze e hosting sono fusi in un unico importo. Funziona finché non arriva un incentivo che agevola solo una di queste voci. Un preventivo ben strutturato oggi può fare la differenza domani.

Domande frequenti

Che cosa ha annunciato Meloni sul software in cloud?

Il 12 ottobre 2026, all'assemblea di Assolombarda a Milano, Giorgia Meloni ha detto che il governo lavora con il ministro Giorgetti a una misura di carattere fiscale, da inserire nella legge di bilancio 2027, per agevolare gli investimenti in software utilizzati tramite contratti cloud.

Quanto vale l'incentivo e chi potrà usarlo?

Non si sa ancora. Al momento dell'annuncio non sono stati comunicati aliquota, tetti di spesa, dotazione né platea dei beneficiari. I dettagli arriveranno con il testo della legge di bilancio e con il passaggio parlamentare.

Perché il software in cloud è un caso a parte?

Gli incentivi agli investimenti sono pensati per beni acquistati e ammortizzati. Il software usato in abbonamento si paga invece con un canone periodico, che in bilancio è un costo di esercizio e non un bene da ammortizzare. Per questo serve una misura costruita apposta.

Conviene rimandare un progetto software in attesa della manovra?

Fermare un progetto per un incentivo di cui non si conoscono le regole raramente conviene. È più prudente preparare la documentazione: contratti separati per licenze, canoni e sviluppo, e fatture che descrivano con precisione il bene o il servizio acquistato.

Fonti

ANSA — Meloni all'assemblea di Assolombarda a Milano, 12 ottobre 2026
Reuters (via Investing.com) — Italia offrirà agevolazioni fiscali per investimenti settore software, 12 ottobre 2026
Sky TG24 — Giorgia Meloni ad Assolombarda, il discorso della premier, 12 ottobre 2026
Il Sole 24 Ore Radiocor — Confindustria: Meloni, corretto pensare a incentivi per software e cloud, 26 maggio 2026