La risposta breve
Secondo la ricerca «L’adozione dell’Intelligenza Artificiale nelle PMI italiane» di Nomisma con UniCredit, su oltre 200 PMI tra 10 e 250 addetti il 45% usa l’IA in modo prevalentemente informale, il 21% non la usa ancora, il 22% ha automatizzato singole attività, l’8% ha costruito processi basati sull’IA e solo il 4% ne ha fatto una leva per trasformare il modello di business.
Il messaggio per gli imprenditori è semplice: usare l’IA non equivale a esserne trasformati. Il salto avviene quando l’IA entra nei processi, con dati integrati, regole e metriche. È qui che servono competenze di AI, ML e data engineering e, prima ancora, una consulenza per la trasformazione digitale che dica da quale processo partire.
Che cosa ha misurato Nomisma?
La ricerca è stata presentata durante la prima edizione di AI.DEA, il Forum di Varignana sull’intelligenza artificiale organizzato da Nomisma e Confindustria a Castel San Pietro Terme, in provincia di Bologna. L’indagine si concentra su tre filiere manifatturiere tipiche del tessuto produttivo italiano: la meccanica, l’agroalimentare e la Motor Valley emiliana. Il campione è di oltre 200 imprese con un organico tra 10 e 250 persone, cioè il cuore delle PMI industriali.
Il dato che ha fatto più discutere è la distribuzione per livello di maturità. Nomisma lo sintetizza così: «un’impresa che utilizza l’AI non è necessariamente un’impresa trasformata dall’AI». Tra i relatori c’erano il presidente di Nomisma Paolo De Castro, il direttore generale Andrea Bontempi e, per UniCredit, il Deputy Head of Italy Remo Taricani, che ha indicato nelle banche un ruolo di accompagnamento delle PMI dalla valutazione iniziale fino al finanziamento dei progetti.
| Livello di adozione | Quota di PMI |
|---|---|
| Non usano ancora l’IA | 21% |
| Uso informale, per iniziativa dei dipendenti | 45% |
| Automazione di singole attività | 22% |
| Processi sviluppati attorno all’IA | 8% |
| IA usata per trasformare il modello di business | 4% |
Perché l’uso informale è un problema?
Che i dipendenti provino da soli gli assistenti generativi non è di per sé negativo: è spesso il primo segnale di bisogno reale. Il problema è quando resta l’unico livello. In quel caso l’azienda non sa quali dati escono verso servizi esterni, non può misurare se il tempo risparmiato è reale e non riesce a replicare un buon risultato da una persona all’altra. Il valore resta individuale e non diventa processo.
La ricerca aggiunge un elemento strutturale: il 43% delle imprese ha sistemi digitali non integrati tra loro e solo il 5% ha raggiunto un’integrazione completa. Senza dati collegati, gestionale, produzione e commerciale parlano lingue diverse, e qualunque modello di IA lavora su informazioni parziali. Per questo, tra le imprese più mature, il 73% ha già integrato almeno in parte la tecnologia nei sistemi e il 60% misura o ha definito metriche d’impatto.
Competenze e investimenti: dove si blocca l’adozione?
La metà delle imprese indica la mancanza di competenze come ostacolo principale, e il 57% considera critico rafforzarle. Eppure il 70% non ha ancora avviato alcun programma di formazione sull’IA e solo l’8% propone percorsi avanzati e continui. Bontempi lo ha detto in chiaro: la formazione serve a «imparare come si fa innovazione», non solo a usare uno strumento.
Anche gli investimenti restano prudenti: il 56% delle PMI destina all’IA meno dello 0,5% del fatturato. Non è per forza un errore, perché molti casi d’uso utili costano poco, ma con budget così contenuti conta ancora di più scegliere bene dove investire. Le prospettive ci sono: il 45% delle imprese prevede di adottare l’IA in modo più strutturato entro due anni, e tra le più avanzate il 78% sta già individuando nuove applicazioni.
Da uso spontaneo a progetto: cinque passi
Per una PMI manifatturiera il percorso non richiede grandi piattaforme, ma ordine:
- Fate un censimento. Chiedete a reparti e persone quali strumenti di IA usano e per cosa. È la mappa gratuita dei bisogni reali.
- Fissate regole sui dati. Quali informazioni possono uscire verso servizi esterni e quali no: disegni tecnici, listini, dati dei clienti. Il GDPR resta il riferimento minimo.
- Scegliete uno o due processi. Preventivazione, pianificazione della produzione, controllo qualità, assistenza post-vendita: dove l’errore o il tempo costano davvero.
- Collegate i sistemi. Prima dell’IA viene l’integrazione tra gestionale, produzione e commerciale. Senza questa base i risultati restano aneddotici.
- Misurate e formate. Definite una metrica prima di partire e trasformate chi già sperimenta in referente interno, con un percorso di formazione.
Nei progetti che seguiamo con aziende manifatturiere lo schema si ripete: le prime richieste riguardano «un chatbot», ma il guadagno più rapido arriva quasi sempre dal collegare i dati già presenti e automatizzare un passaggio ripetitivo, come la preparazione di un’offerta tecnica.
Domande frequenti
Che cosa dice la ricerca Nomisma sull’IA nelle PMI?
La ricerca «L’adozione dell’Intelligenza Artificiale nelle PMI italiane», realizzata da Nomisma con il sostegno di UniCredit e presentata al Forum AI.DEA di Varignana a metà ottobre 2026, rileva che il 45% delle PMI intervistate usa l’IA soprattutto in modo informale, per iniziativa dei singoli dipendenti. Solo l’8% ha sviluppato processi basati sull’IA e il 4% l’ha usata per trasformare il modello di business.
Quali imprese sono state analizzate?
Oltre 200 PMI con un numero di addetti tra 10 e 250, in tre filiere manifatturiere: meccanica, agroalimentare e Motor Valley.
Qual è il principale ostacolo all’adozione?
Le competenze: la metà delle imprese le indica come barriera principale, e il 70% non ha ancora avviato programmi di formazione sull’IA. Solo l’8% offre percorsi avanzati e continui.
Che cosa rischia un’azienda che lascia l’IA all’iniziativa dei dipendenti?
Tre cose: dati aziendali inseriti in strumenti esterni senza regole, risultati non misurati e quindi impossibili da replicare, e nessun impatto sui processi. Il primo passo è censire gli usi esistenti, fissare regole sui dati e scegliere uno o due processi su cui misurare l’effetto.
Fonti
Il Sole 24 Ore — AI: Nomisma lancia la prima edizione di AI.DEA, il Forum di Varignana sull’intelligenza artificiale
LaPresse — IA e banche, Taricani (UniCredit): «Devono fluidificare percorso di innovazione delle Pmi», 17 ottobre 2026
LaPresse — AI.DEA Forum a Varignana, imprese e intelligenza artificiale al centro del confronto
Rivista AI — Nomisma: l’AI è già nelle imprese italiane, ma nel 45% dei casi la usano i dipendenti
AI4Business — PMI italiane: due su tre non usano l’AI in modo strutturato